Prove musicali “Online”: è possibile?

A circa un anno di distanza dal primo lockdown, molte band, di tutte le età, stanno ancora affrontando il problema, non solo di non poter suonare ad eventi dal vivo, ma anche l’impossibilità di esercitarsi insieme in una sala prove.

Molti settori si sono riadattati alla situazione, puntando sulle tecnologie e infrastrutture in modo da poter lavorare anche da casa, ovvero lavorare in modalità smart-working. Sicuramente, questa soluzione si dimostra molto versatile nei vari settori lavorativi ed educativi dove sono richiesti pochi elementi per poter comunicare (es. connessione stabile, videocamera e microfono).

Guardando dal lato dei musicisti però, è ovvio pensare che tutto ciò non è così facilmente attuabile, prendendo specialmente in considerazione un grande problema di tutte le piattaforme di videochiamata/videoconferenza: la latenza.

Strumenti come SkypeZoom o TeamSpeak, o anche Meet, Discord, FaceTime o WhatsApp sono estremamente inadatti a questo scopo, perché essi sono appunto pensati per offrire un’esperienza di chiamata o videochiamata molto semplice, con basso consumo dati e quanto più versatile possibili per tutti dispositivi e connessioni.

Cosa molto importante da tenere in considerazione, questi strumenti per stabilire una connessione tra i due utenti (client) hanno bisogno di comunicare con un host (computer di hosting). Questo significa che i dati audio e/o video non vengono inviati all’altro interlocutore direttamente, ma devono prima raggiungere un server localizzato da un’altra parte nel mondo per poi essere inviati all’altro utente, questo comporta una generazione di latenza notevole, in quanto il segnale deve passare da un “mediatore” ed essere processato per essere inviato di nuovo.

Come “elimino” questa latenza?

Partiamo dal concetto che avere latenza 0 assoluta è tecnicamente impossibile a causa di vari fattori, soprattutto considerando le nostre infrastrutture. Quello che possiamo fare però è avvicinarci a ridurre quanto più possibile in modo da avere un’esperienza di chiamata quanto più vicina ad essere “in tempo reale”. Se avete mai utilizzato torrent, avrete sicuramente già sentito i termini P2P o “Peer to Peer”, ma cosa significano esattamente?

Connessione P2P

Spiegato in maniera molto semplice, la connessione P2P è una connessione che avviene direttamente tra due o più client (ovvero gli interlocutori della chiamata) senza dover passare da un server (host) terzo, rendendo quindi ciascun utente sia host che client.

L’argomento è ovviamente più complesso di così, ma al fine di mantenere le cose semplici ci limiteremo a questa breve spiegazione.

Come otteniamo una connessione P2P?

Ci sono alcuni programmi che sono stati pensati appunto per queste esigenze, e sfruttando la connessione P2P riescono ad offrire un’esperienza con quanta meno latenza possibile, in quanto non passano da un server di host le connessioni, però c’è da tenere conto che tramite questo metodo la stabilità e velocità della connessione dipenderà unicamente dalle vostre infrastrutture. Questi programmi infatti performano meglio con un computer connesso tramite rete cablata, in quanto il wi-fi stesso è una fonte di latenza.

Vediamo qualche programma che può aiutarvi a tornare a suonare insieme, nonostante la distanza.

Interfaccia di Jamkazam

Jamkazam è un software pensato per i musicisti fin dalla sua creazione. Le sue prerogative sono offrire bassa latenza e audio trasmesso ad alta qualità. Include un mixer onboard, condivisione di schermo e file e metronomo. Funziona solo su sistemi operativi a 64 bit.

Jamkazam offre un piano gratuito, anche se estremamente limitato.

Jamulus | Framalibre
Interfaccia di Jamulus

Jamulus è un programma gratuito ed open source. Si rivela ottimo per jam, provare con i membri della band o organizzare concerti virtuali senza problemi. Lo svantaggio principale è che non offre trasmissione video.

Steinberg VST Connect Pro Review - MusicTech
VST Connect Pro

Se avete mai usato Cubase, sicuramente il nome Steinberg non vi sarà nuovo. Connect non è esattamente un programma, ma un VST aggiuntivo che permette a voce e strumenti di essere registrati senza latenza, oltre a permettere a tastieristi e pianisti di scrivere/importare MIDI direttamente nel brano in tempo reale. Include la funzionalità di video streaming.

Di cos’altro ho bisogno per essere attrezzato?

Partiamo dalla base, tutti portatili moderni sono di già equipaggiati con una webcam solitamente, per i computer fissi basterà prenderne una USB, una qualità HD 720p i FullHD 1080p è generalmente lo standard odierno per un video di qualità. Generalmente le webcam includono già un microfono integrato, ma non è ciò che ci serve come fonte audio. Se non ne possiedi già una, avrai bisogno di una Scheda Audio USB, consiglio con almeno due canali, così da poter inserire in un canale il proprio strumento, e nel secondo un microfono così da poter parlare, ed utilizzare una sola periferica audio.

Se invece di una scheda audio possedete un Mixer Audio con interfaccia USB, anche lui sarà in grado di conseguire il compito, in quanto sarà riconosciuto dal computer come periferica audio, e vi darà accesso al collegamento di più strumenti.

Per concludere, è importante ricordare che la componente fondamentale è la latenza: minore è, migliore sarà il risultato. Risolto questo problema, la rete si offre come buona soluzione alternativa al non provare affatto. Se conoscete altri software o metodi per poter provare a distanza, commentate pure, ritengo che l’argomento mai come ora abbia bisogno di essere affrontato ed esplorato, per le migliaia di musicisti la fuori, che purtroppo, si sono dovuti fermare di fronte a delle avversità fuori dal loro controllo.

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